domenica 5 febbraio 2012

Attenti ai libri!

Lo scacchista che intenda migliorare il proprio livello di gioco non può esimersi dalla consultazione di testi specializzati: ne trarrà certamente beneficio, purchè non si limiti ad assorbirne pigramente il contenuto, ma lo vagli criticamente. Quando si commentano partite caratterizzate da complesse schermaglie tattiche è umano commettere imprecisioni, specie se non si controlla con un software, sempre utile per scovare errori e inattese possibilità combinative (si veda anche l'articolo qui sotto "Mosse da uomo e mosse da computer"). Sappiamo che di strafalcioni è infarcita una letteratura fortunatamente minoritaria, fatta di titoli roboanti e persino truculenti, quali "Come sconfiggere qualsiasi avversario in venti mosse" oppure "Come diventare un killer della scacchiera", generalmente dedicata ad aperture strampalate ribattezzate con i nomi più fantasiosi, i cui autori sono sempre prodighi di mosse efficaci per il colore 'giusto' e altrettanto avari per il colore 'sbagliato', quando non mettono insieme quattro partite corredate di note approssimative al solo scopo di ricavarne qualche soldo.

Lev Polugaevskij
Per tornare ad argomenti seri, le inesattezze non mancano neppure nei testi considerati classici. Il lettore probabilmente conoscerà
"Il labirinto siciliano", l'opera dello scomparso Grande Maestro russo Lev Polugaevskij dedicata alla sua apertura preferita: un libro che dovrebbero leggere tutti gli scacchisti, anche coloro che non giocano la difesa siciliana, per il rigore e la dovizia di esempi con cui sono trattati temi tattici e strategici, quali il vantaggio di sviluppo, l'attacco contro il Re al centro, gli attacchi contrapposti ad arrocchi eterogenei, la tecnica difensiva, lo sfruttamento delle case deboli, il legame tra l'apertura e il mediogioco e tra questo e il finale.
Una delle partite esemplari commentate da Polugaevskij (vol.I, pp.112-4 dell'edizione italiana) è la Nei-Darga, giocata a Beverwijk nel 1964, che vede trionfare lo spericolato attacco del Bianco contro il Re nero intrappolato al centro.

Non è il caso di commentare le singole mosse di questo avvincente incontro, in cui il conduttore dei pezzi bianchi precorre una variante della Najdorf oggi ben nota, in cui tuttavia l'Alfiere camposcuro del Bianco si porta nella casa g5 in posizione più attiva, mentre qui invece rimane in e3 dietro i propri pedoni. Vorrei solo far notare che alla 17.ma mossa, dopo una sequenza pressochè forzata, il Nero poteva optare, in luogo della cauta 17. ... Rc7, per la più incisiva 17. ... Ce4!


dopo 18...Ce4

che mette in discussione la correttezza dell'attacco.
Polugaevskij
liquida questa possibilità sostenendo che favorisce il Bianco dopo 18.Ab6+, come deve aver pensato anche il povero Darga. Ma è proprio così? Dopo 18.Ab6+, il gioco prosegue con 18. ... Dxb6 19.Cf7+ Rc8, con le seguenti diramazioni tutte vincenti per il Nero!:
1) 20.Dxe7? Txa2 e il Bianco non riesce a parare tutte le minacce sul suo Re: 21.Dxd7+ Rb8 22.b3 De3+ 23.Rb1 Cc3 matto (oppure 23.Td2 Ta1+ 24.Rb2 Dc3 matto).
2) 20.Cxh8?? Ag5+ 21.Rb1 Cc3+ 22.Ra1 Txa2 matto.
3) 20.Dxd7+ Rb8 21.a4! (l'unica: a 21.a3 seguirebbe 21. ... Txa3) Tc8 con posizione vincente per il Nero, a causa del vantaggio di materiale e dell'imminente attacco sul Re bianco.
4) 20.Dxb6 Cxb6 21.Cxh8 Cf2, con vantaggio di materiale per il Nero sufficiente a vincere.

Come si vede, 17. ... Ce4! sembra assicurare la vittoria al Nero, ma è difficile trovare il bandolo della matassa anche per un esperto Grande Maestro, tanto è vero che non vi sono riusciti i due che hanno giocato la partita e il terzo che l'ha commentata.
L'attacco condotto con il sacrificio di due figure era dunque scorretto? Direi di no, per due motivi. In primo luogo, la partita con l'avversario di fronte e con l'orologio al fianco differisce dall'analisi condotta nella quiete del proprio studio: una mossa teoricamente dubbia eseguita a tavolino può avere efficacia agonistica e psicologica, costringendo ad esempio a una difficile difesa chi è in ritardo di tempo.
Inoltre, secondo il programma Fritz 13, il Bianco ha quantomeno il mezzo punto garantito anche dopo 17. ... Ce4!, purchè giochi la semplice e buona 18.Cxb7+! con il seguito: 18. ...Dxb7 19.Txd7+! Dxd7 20.Td1 Cd6! 21.Db3 Re8 22.exd6 Axd6 23.Te1 Rd8 24.Td1 Re8 ( 24. ...Rc8?! 25.Dc4+ Dc7 26.De6+ con successiva cattura dell'Alfiere in d6, oppure 25. ...Rb8? 26.Txd6!) 25.Te1 Rd8, con ripetizione di mosse (inutile 25. ...Rf8 per via di 26.Tf1+).

in questo diagramma animato potete visualizzare tutta l'analisi

Possiamo dunque concludere che questa complessa linea della difesa siciliana, così come avviene nella sua gemella con l'Alfiere camposcuro del bianco in g5, conduce ad una posizione di parità, a meno che non vengano proposte nuove analisi.

Giulio Francalanci

LEONIS POLVGAEVSKIJ D.M.

potete godervi alcune partite commentate del Grande Maestro Lev Polugaevskij
a questo link


mercoledì 25 gennaio 2012

Bobby Fisher against the world

MARTEDI' 31 GENNAIO 20.30 TUTTI AL CINEMA ODEON
(Piazza Strozzi) Firenze - PRIMA NAZIONALE

E' uscito il 23 gennaio nelle sale cinematografiche italiane il film-documentario di Liz Garbus dedicato a Bobby Fischer.
Una raccolta di immagini e di testimonianze che vanno a scavare nella controversa vita dello scacchista che riportò in occidente il titolo di campione del mondo di scacchi dopo decenni di dominio sovietico.
Un aspetto centrale ha il match di Reykjavik, in Islanda, del 1972 contro Boris Spassky, un evento che travalicando i semplici aspetti scacchistici impose gli scacchi all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale come mai prima (e dopo).
Da non perdere...

domenica 22 gennaio 2012

Mosse da uomo e mosse da computer

Analizzare i capolavori scacchistici del passato con un software scacchistico riserva sempre delle sorprese e, a mio modesto parere, rivela analogie e differenze tra la mente umana e l'intelligenza artificiale.
Consideriamo ad esempio la brillante partita giocata nel 1969 nell'ex Unione Sovietica tra Ostapenko e Yartsev, un incontro deciso da un crescendo di sacrifici. Potete vedere la partita a questo link.
Non è mia intenzione commentare l'apertura invero assai complessa, ma semplicemente chiedermi se dopo la mossa 24 del Nero esistano continuazioni migliori per il Bianco, che ha un pesante svantaggio di materiale, per assicurarsi la vittoria.

fig.1 Situazione dopo 24.Axh7+ Rh8

La risposta sembrerebbe negativa, visto anche l'esito della partita, risolta comunque positivamente dal Bianco, eppure Fritz 11, dopo pochi secondi di riflessione, sfodera l'agghiacciante 25.a3!!

Una scelta apparentemente sorprendente, che tuttavia è il frutto di una logica adamantina. Proviamo a ricostruire il 'pensiero' del mostro elettronico (vedi fig. 1): "Bene, Txc2 non è una minaccia a causa del controscacco Axc2. Pensiamo a dare matto o a riprendere il materiale sacrificato con gli interessi, senza dare scacchi senza scopo come fanno gli umani (salvo poi pentirsene dopo): basta che io porti l'Alfiere in g5 e poi in f6 ed è fatta, poichè il mio avversario può solo collocare la sua Donna in d4 (non c'è tempo per Dxa2) e cambiarla per il mio Alfiere quando questo sarà in f6, tanto le sue Torri sono così scoordinate che fanno pena. Ehi,.. un momento! Dopo 25.Ag5 Dd4 26.Ae4+ Rg8 28.Af6 Dxf6 29.Dxf6, quel bel tipo mi gioca 29. ...bxa2!,

fig.2 dopo 29.Ag5 bxa

così, mentre sudo sette camicie per fermare il pedone, lui riporta in gioco le Torri. Mmmhh..., facciamo così: gioco 25.a3 e blocco il molestatore.


fig.3 La mossa di Fritz 11 : 25.a3

Al mio avversario, se non gli viene un ictus, non resterà altro che 25. ...Tc5 per impedirmi la manovra d'Alfiere; il gioco proseguirà con 26.Axc5 dxc5 27.Axe4+, Rg8 28. Dg5+ Rh8
29. De5+ Rg8 30. Axa8 +/-

fig.4 dopo : 30.Axa8

così sono in vantaggio di materiale e mantengo l'attacco. Sono davvero forte! Dunque, ricontrolliamo... Tutto a posto, via!!! 25.a3".

Nella partita del 1969, l'essere umano, Ostapenko, dopo aver sacrificato entrambe le Torri, si avventa sul Re avversario, anche se non ha intravisto con precisone l'esito dell'attacco, poichè sa che qualcosa di buono ne verrà, fidando nell'intuito e nell'esperienza agonistica. (vedi partita)
Inoltre, egli non è immune da ansia e nervosismo, specialmente in una partita del genere, in cui l'attaccante sa che, se si lascerà sfuggire l'occasione per il colpo del KO, perderà banalmente a causa dell'inferiorità del materiale: il pensiero rivolto esclusivamente all'aggressività porta così a trascurare una mossa profilattica come 25.a3. Al contrario, l'imperturbabile scacchista al silicio, dotato indubbiamente di capacità euristiche più ampie, si concede con nonchalance un tratto di consolidamento pur con un paio di pezzi in meno e nel bel mezzo di opposti attacchi contro gli arrocchi eterogenei, in una sintesi ottimale di motivi tattici e strategici. Le mosse giocate dal Bianco in partita, con la conseguente peregrinazione del Re nero, suscitano tanta ammirazione in noi: l'austero professor Fritz le ritiene corrette, ma pur sempre una 'seconda linea'.
Macchina batte uomo dunque? Non è detta l'ultima parola: mi riprometto di tornare sull'argomento con degli esempi che attestano una superiore creatività e comprensione posizionale propria delle "nate a vaneggiar menti mortali".

Giulio Francalanci.

lunedì 16 gennaio 2012

sessantaquattro

segnaliamo volentieri ai nostri lettori la nuova iniziativa del blog scacchistico http://scacchiblog.blogspot.com : la rivista trimestrale "sessantaquattro".


Uno spazio per parlare di scacchi a 360° andando a spigolare in tutti gli ambiti: dalla letteratura alla scienza, dall'arte alla tecnica, e così via. Un'opportunità di divulgazione offerta a tutti coloro che vorranno collaborare e che invieranno i loro contenuti per la pubblicazione.
CLICCA QUI per scaricare il numero 1
puoi seguire "sessantaquattro" su www.monrealescacchi.it

A noi di Firenze scacchi la rivista è sembrata molto interessate e abbiamo deciso, pensando di fare cosa gradita anche agli autori, di “rubarne” un articolo e pubblicarlo qui di seguito:

gli scacchi ed il telegrafo

Samuel Morse
Nel maggio del 1844 Samuel Morse riuscì ad ottenere il brevetto per il suo telegrafo elettrico e, soprattutto, ad avere l’appoggio del governo statunitense per la diffusione e l’impiego di questo nuovo mezzo di comunicazione. Gli scacchisti non tardarono ad adottare questa nuova forma di trasmissione delle notizie per organizzare partite a distanza. Riguardo alla data della prima partita giocata per telegrafo c’è una controversia che coinvolge lo stesso Morse, il quale in una lettera indirizzata all’amico Louis McLane, scrive: «Quando ho parlato delle partite di scacchi giocate tra Baltimora e Washington per mezzo del mio telegrafo, la risposta unanime è stata: “Oh, ah, si, noi abbiamo fatto questo esperimento qualche tempo fa”.

Dopo pochi giorni che questa conversazione avvenne vidi annunciato con grande enfasi, su un giornale, di una partita giocata in Inghilterra come un segnale di una nuova era nel mondo degli scacchi. Ma la data indicata è quella di mercoledì e giovedì 9 e 10 aprile 1845, mentre la data della nostra prima partita di scacchi è il 5 dicembre 1844».
Secondo David Hooper e Ken Whyld (The Oxford companion to chess) la prima partita per telegrafo fu invece giocata proprio nel 1844 tra gli scacchisti di Washington e Baltimora utilizzando la prima linea telegrafica entrata in funzione.
A partire dai primi mesi del 1845 si hanno molte notizie di partite giocate per telegrafo: una squadra composta da Walker, Evans, Tuckett, Buckle e Perigal sconfisse l’accoppiata Staunton e Kennedy; lo stesso Stauton, secondo quanto riferisce la rivista Der Humorist (17 aprile 1845) giocò una partita da Londra contro Matthew B. Wood a Southhampton.
Il telegrafo ha un ruolo importante anche nella storia di una delle partite più note di ogni tempo,

la Partita Immortale giocata tra Anderssen e Kieseritzky a Londra nel 1851. I due giocatori si trovavano nella capitale inglese per partecipare al torneo internazionale indetto in quella città, tuttavia la famosa partita non fu giocata nel torneo, si trattò di una “semplice” amichevole disputata in occasione di un incontro conviviale presso il ristorante londinese Simpson's in the Strand.
Lo sconfitto Kieseritzky fu talmente colpito dalla bellezza della combinazione di matto attuata da Anderssen (che per la cronaca poi vinse il torneo internazionale) da volerla subito trasmette via telegrafo al proprio circolo scacchistico a Parigi. Successivamente lo stesso Kieseritzky la pubblicò sulla rivista La Régence (luglio 1851), di cui era editore e redattore. La denominazione di Partita Immortale si deve invece all’austriaco Ernst Falkbeer, proprio quello del famoso controgambetto, che così la definì nel 1855.

articolo è tratto dal n°1 Anno 1 di Sessantaquattro - 15 gennaio 2012

Chiunque voglia iniziare a far parte della rete informativa di “sessantaquattro” non ha che da inviare una mail a: bollettinosessantaquattro@hotmail.it
Auguri da Firenze scacchi per questa bella iniziativa

martedì 6 dicembre 2011

Scacchi al Convitto della Calza

Lo scorso fine settimana la nostra associazione insieme al Centro Commerciale Naturale Boboli ha organizzato un torneo semilampo tenuto nella suggestiva cornice del Convitto della Calza.

Il Convitto della Calza

La manifestazione ha costituito per Firenze Scacchi l'occasione di portare gli scacchi "in mezzo alla gente", in questo senso si affianca idealmente a quella tenuta lo scorso giugno nella piazza centrale di Fiesole.

Troppo spesso infatti, almeno a parere di chi scrive, i tornei scacchistici risultano troppo chiusi tra gli addetti ai lavori. Questa autoreferenzialità non fa bene al movimento e tutte le occasioni che permettono di far conoscere gli scacchi alla gente comune, ai passanti, va sfruttata anche a costo di qualche piccolo sforzo e sapendo che comunque i frutti di quest'opera di divulgazione si potranno raccogliere soltanto nel medio-lungo termine.

Questo, e non l'organizzazione dell'ennesimo torneo semilampo per praticanti abituali, tornei che certo non mancano, è il motivo che ci spinge all'organizzazione di queste manifestazioni.

La percepibile concitazione delle partite lampo

Avere poi la possibilità di giocare in un contesto così suggestivo è un plus non da poco anche per l'agonista in cerca di sfide. Da questo punto di vista le potenzialità di una città come Firenze sono enormi, ed ancora per niente sfruttate.

Personalmente il torneo è stata l'occasione per portare avanti anche un piccolo progetto di fotografia applicata agli scacchi. I risultati sono nelle immagini che vedete su questo articolo. Altre tra quelle che considero le meglio riuscite le trovate sul mio account Flickr, mentre la quasi totalità le potete vedere nell'album creato presso l'account Google+ dell'Associazione Firenze Scacchi.

Determinazione e concentrazione

lunedì 7 novembre 2011

V Torneo Week-end

il 29-30-31 Ottobre e 01 Novembre 2011 c/o il circolo A.D. Firenze Scacchi

Si e' svolto in questi giorni presso la sede di Peretola l'annuale torneo weekend FSI dell' Associazione Firenze Scacchi, giunto quest'anno alla quinta edizione.

Molti forti giocatori hanno dato vita ad una bella competizione che si e' conclusa , come da pronostico , con la meritata vittoria del GM Igor Efimov, favorito della vigilia.



1° assoluto Il GM Efimov Igor (imbattuto: sei vittorie ed una patta)

A parte il fattore agonistico, ho nettamente percepito, da subito, una calda atmosfera , sia per la luminosa e ampia sala gioco ben preparata e apparecchiata di scacchi e sia per le belle immagini di storia delle 64 caselle che in splendida coreografia incorniciavano i tavoli dei giocatori.

Ci sono momenti , sara' capitato anche a voi , in cui una sollecitazione sensoriale ha il potere di rievocare particolari attimi del passato. Puo' essere una immagine, puo' essere un odore , come pure un sapore. Questo non si spiega , ma si vive ,comunque, con malinconico piacere. Inspiegabilmente tutto questo mi riportava al lontano Marzo 1977 quando mio padre mi accompagno' al Ciocco (LU) ad assistere ad una partita del match Korchnoi-Petrosjan , valevole per il diritto ad affrontare il campione del mondo.

Stesse sensazioni, stessi profumi, stessi visi, stessi cartelloni. Non so, mi sembrava di rivedere una scena gia' vista . Ebbene l'atmosfera che si respirava in questi giorni di torneo al nostro circolo era quella di una competizione importante. Era importante e sentita per il giocatore che tentava di ottenere il passaggio di categoria, come per quello che cercava di vincere il torneo o solamente il premio di fascia. Era vissuta intensamente dai giocatori giovani, ma sicuramente non era da meno per quelli piu' esperti. Era comunque affrontata con impegno e sforzo anche dagli organizzatori e dall'arbitro. Insomma c'erano una serie di fattori che per diverse persone rendevano l'evento molto importante. Per noi di Firenze Scacchi, sicuramente, il piu' importante dell'anno: il nostro torneo !


Girando fra i tavoli si coglievano le espressioni
piu' o meno sofferte dei giocatori e la tensione era palpabile. Anche solo rimanendo a guardare mi immedesimavo nelle sensazioni degli amici che si stavano cimentando alla scacchiera. E soffrivo con loro, godendo quando la piccola Nataraj dava matto, rimanendo in tensione quando l'eclettico Nicola si gettava in un poderoso attacco contro l'arrocco avversario e sorprendendomi quando l'avversario di Massimiliano non abbandonava nonostante la grande differenza di materiale. Tutti episodi in questa grande sceneggiatura di quattro giorni.

Il matto di Nataraj

Alla fine , al momento della premiazione, la nebbia della tensione si era diradata e rimanevano i visi piu' o meno soddisfatti dei giocatori.

Torneo Promozione: 1° Marco Belli (solitario con 5.5 punti)

La gioia di premiare i protagonisti ed avere tutti intorno i miei amici era per me la stessa di quando nel lontano 1977 strinsi la mano al terribile Viktor !!!

Fabio Poggioli

lunedì 24 ottobre 2011

Bellezza e magia
di una combinazione eccezionale

E’ ormai un mese che è incominciato il corso di scacchi per principianti che annualmente la nostra Associazione organizza, i dettagli li trovate sul nostro sito.
In omaggio ai nostri corsisti, pensando di fare cosa simpatica e gradita, pubblichiamo una partita che ci è servita per illustrare, nella parte della lezione dedicata alla tattica, la bellezza e la magia del nostro amato gioco.
Questa partita infatti mette bene in luce cos'è la bellezza intrinseca del gioco degli scacchi. Bellezza e serendipità, ovvero trovare la combianzione inaspettata mentre si sta cercando altro. In questo caso le connotazioni della combinazione sono talmente particolari che possiamo parlare davvero di opera d'arte. Sicuramente il giocatore con Bianco era un forte giocatore e altrettanto certamente il Nero ha fatto degli errori strategici, ma l'incredibile serie di mosse che porta al matto finale non poteva risiedere aprioristicamente nella mente di Edward Lasker, nè scaturire soltanto dalle sue intenzioni: essa era lì, nel gioco degli scacchi. Come sosteneva Michelangelo Buonarroti "l'opera e già nel marmo, io la faccio semplicemente uscire".
"Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono degli scacchisti, ma che tutti gli scacchisti sono degli artisti." (Marcel Duchamp)

Ed. Lasker - Thomas [A80]
Londra - Amichevole - 1912
vedi partita

1.d4 (Edward Lasker (1885) giocatore di origine tedesca, trasferitosi negli U.S.A. all'inizio della prima guerra mondiale è il vincitore - con un magnifico sacrificio di Donna - di questa partita. Non era parente del campione del mondo.) 1...f5 (Thomas, che gioca una difesa Olandese, fu per molti anni uno dei più forti maestri inglesi) 2.Cc3 Cf6 3.Cf3 e6 4.Ag5 Ae7 5.Axf6 Axf6 l'idea del Bianco è semplicemente quella di spingere al più presto in e4 6.e4 fxe4 7.Cxe4 b6 8.Ce5 prematura 8...0-0 9.Ad3 Ab7 il Nero avrebbe potuto e dovuto giocare 9....Axe5 che l'avrebbe portato anche a guadagnare il pedone e5 dopo 11.dxe5 Cc6, 10.Dh5 De7 il Nero opta per una difesa apparentemente buona, ma in realtà disastrosa, ancora poteva catturare il Cavallo e5. Adesso viene il bello!! Un sacrificio di Donna che da' origine alla combinazione. 11.Dxh7+

matto in otto mosse, tante quante sono le traverse che il Re nero dovrà obbligatoriamente percorrere fino a trovarsi al cospetto del Re bianco! Ad ogni scacco il Re scenderà di una traversa. 11...Rxh7 Tutte mosse forzate, alla combinazione partecipano quasi tutti i pezzi del Bianco, il matto sarà dato dal pezzo più lontano dal Re nero: la Torre in a1, con una mossa del Re in persona! E' come se il Re avesse detto ai suoi pezzi: "Andatemelo a prendere che ci penso io" e i pezzi del bianco si fossero suddivisi il compito, partecipando ognuno con una e una sola mossa, mentre i pezzi neri rimangono alla finestra... 12.Cxf6+ 12...Rh6 Doppio scacco, se il Re retrocede in h8 prende subito matto con Cg6. 13.Ceg4+ Rg5 14.h4+ Rf4 15.g3+ Rf3 16.Ae2+ [ 16.Rf1 gxf6 17.Ch2# Con questa variante la partita poteva finire con una mossa di anticipo rispetto alla variante principale giocata da Lasker, ma l'effetto estetico sarebbe stato sicuramente inferiore!] 16...Rg2 17.Th2+ Rg1 18.Rd2# [ 18.0-0-0# anche il matto con l'arrocco lungo sarebbe stata una conclusione altrettanto bella: il Re da matto e si chiude nelle sue stanze.] 1-0

vedi partita

Marcel Duchamp
"Una partita a scacchi è una cosa visiva e plastica, e se non è geometrica nel senso statico della parola, è almeno meccanica, poichè è qualcosa che si muove; è un disegno, una realtà meccanica. I pezzi non sono belli in sè, non più di quanto lo sia il gioco, ma ciò che è bello - se la parola "bello" può essere impiegata - è il movimento. Quindi si tratta proprio di una meccanica, nel senso, ad esempio, di un Calder. Nel gioco degli scacchi ci sono certamente delle cose estremamente belle nell'ambito del movimento ma non certamente nel campo visivo. E' l'immaginazione del movimento o del gesto che dà la bellezza, in questo caso. Si tratta di qualcosa che avviene totalmente nella materia grigia." Marcel Duchamp (da "Ingegnere del tempo perduto" Multipla edizioni 1977)

domenica 25 settembre 2011

Lezione di scacchi per bambin* e ragazz*

Si è appena concluso il corso per Istruttori di Base FSI egregiamente organizzato da Comitato Regionale Toscano, svoltosi a Firenze dal 10-11 settembre al 24 settembre 2011, con la docenza degli Istruttori Federali Pierluigi Passerotti, Mario Leoncini e di un istruttore CONI.
I nostri soci Luciano Malescusi e Nicola Serrao , superando brillantemente gli esami, hanno conseguito la qualifica di Istruttore di base F.S.I. e terranno un Corso per Principianti nella nostra sede a partire da Martedì 27 settembre p.v.
Tutte le informazioni sul nostro sito.
Per festeggiare questo nuovo risultato conseguito dal nostro Circolo e mettere Bianco su Nero le nozioni appena imparate, pubblico qui di seguito un esempio di una possibile lezione da svolgere con bambin* delle elementari o con ragazz* delle medie, sperando di fornire un piccolo contributo didattico ad altri Istruttori di base e di divertire i lettori.
Adescamento e forchetta
La posizione del diagramma che segue con mossa al Bianco si risolve con un colpo tattico il cui tema è l’adescamento e l’attacco doppio del cavallo al Re e alla Donna. Questo problemino può essere un valido supporto didattico per una lezione a livello avanzato ovvero dopo le prime tre o quattro lezioni di base sui movimenti dei pezzi e lo scacco matto. Quest’esempio si rivela valido anche per quel che riguarda l’analisi della posizione da un punto di vista della strategia. Lo spunto che offre permette di condurre una lezione sia per il livello della scuola elementare che per quello della scuola media secondaria.

Con i bambini delle elementari, si può mettere in risalto l’aspetto tattico e la successione delle mosse del Bianco permette di inventarsi un simpatico dialogo tra la piccola Torre e la maestosa Donna dove la piccola Torre sfida la Regina del gioco. (es. dopo 1.Tb4 “Mangiami se hai coraggio” escalma la Torre e la Donna risponde “tu, piccola Torre indifesa, come ti permetti di attaccarmi, nessuno ti guarda le spalle, potrei mangiarti in un boccone. Non sai che io sono la Regina di questo gioco?” A questo punto il docente invita gli scolari a scoprire cosa può accadere se la Torre viene catturata e li guida a individuare il doppio di Cavallo. Esclusa quindi la presa, il dialogo tra Donna e Torre prosegue: “Mi conviene fuggire, ma dove? Non ci sono poi tanti posti..”. e anche in questo caso viene chiesto ai bambini di individuare l’unica casa in cui può rifugiarsi la Donna. “Dove scappa la Donna?”. Segue nuovo attacco della Torre identico al primo con nuovo dialogo “Ancora tu piccola scocciatrice, ti rendi conto che sei ancora indifesa?... però, mi sa che devo scappare di nuovo..” finché la Donna dopo la terza fuga, - il tema si ripete identico-, non ha più case sulle quali rifugiarsi ed è costretta a mangiare la Torre “Non posso proprio più scappare.. e va bene, allora ti mangio, ma vedrai che anche il vostro Cavallo non potrà sfuggire all’ira del mio Re” . La Donna esce di scena in conseguenza del doppio di Cavallo e si procede fino alla cattura del Cavallo da parte del Re Nero. Dopo aver illustrato la favola della Torre che mette in fuga la Regina, si esamina il finale di Re e Pedoni che scaturisce dalla nuova posizione e si invita a provare a giocarla non prima di essere ritornanti alla posizione iniziale e aver messo in evidenza la forza del Cavallo Bianco centralizzato, la mobilità della Torre su colonne e traverse, la forza dei due Pedoni bianchi centrali appaiati. Si ripete la combinazione e arrivati alla posizione finale si invita i bambini a riprodurre sulle loro scacchiere la posizione scaturita e a giocare fra loro il finale.
Per i ragazz* delle medie si tralascia l’aspetto favolistico e ci si concentra sull’analisi della posizione secondo la teoria dei sei elementi strategici e si invita poi a trovare l’elemento tattico che risolve la partita per il Bianco evidenziando che il colpo tattico (insieme di mosse forzanti), non porta allo scacco matto (cioè a un vantaggio assoluto) ma ad un finale che se giocato bene porta a una posizione vincente (vantaggio relativo). Anche in questo caso è importante che i ragazzi si impegnino poi sulle scacchiere a vincere il finale che ha varie possibilità di svolgimento.
L’analisi strategica della posizione secondo la teoria dei sei elementi.
Il materiale: leggera superiorità del Nero del valore 1. Infatti D=9 mentre T+C=8 , superiorità giustificata dal fatto che la Donna ha maggior mobilità dei pezzi avversari in questa posizione e minaccia con attacchi doppi di fare razzia del materiale avversario.
La struttura pedonale: entrambi hanno dei Pedoni doppiati, entrambi hanno due Pedoni liberi che possono marciare verso la promozione senza Pedoni avversari che li ostacolino neppure lateralmente, ma il Bianco ha due forti Pedoni affiancati al centro che in un finale di soli Pedoni possono fare la differenza.
Attività dei pezzi: la Donna nera ha più mobilità e appena possibile può dare scacco e guadagnare materiale (i Pedoni avversari lenti a spostarsi). Grande mobilità però del Cavallo Bianco piazzato al centro della scacchiera dove controlla 8 case. Esistono anche molte traverse e colonne libere per la Torre bianca. Il Re Bianco è più vicino ai suoi Pedoni che non il Re Nero e può sostenerli in un eventuale finale di soli Pedoni.
Sicurezza del Re: Il Re Bianco è meno esposto di quello Nero e può coordinarsi con i suoi pezzi e pedoni per farsi proteggere.
Tempo: il Bianco ha il vantaggio del tratto, infatti se toccasse al Nero l’attacco della Donna nera al Re e ai Pedoni bianchi sarebbe letale per il Bianco. Da notare che in un eventuale finale, i Pedoni isolati del Nero potrebbero far volgere il fattore tempo a favore del Bianco. I pedoni Bianchi centrali si difendono da soli mentre il Nero perderà tempi per difendere i suoi Pedoni isolati.
Minaccia immediata (Iniziativa): Attraverso l’analisi delle minacce immediate del Bianco si verifica la presenza di temi tattici.
Prova e verifica di 1.Txc7+ (il Nero si difende bene e può contrattaccare 1.Txc7+ Rd8 2.Td7+ Rc8 3.Td5 Db1+ 4.Rf2 Dxe4), altrettanto con 1.Tc5 attacco alla Donna. Infine si propone di analizzare se c’è qualche altra mossa forzante, stimolando l’elemento intuitivo, fino ad individuare: 1.Tb4 :adescamento e minaccia di doppio di Cavallo. Il tema si ripete tre volte (sottolineare l’aspetto estetico della posizione) fino a portare alla posizione dove il finale è vinto per il Bianco.
Anche in questo caso si invita a giocare a coppie il finale.
In una prossima lezione si potrà propone l’analisi di questa posizione sulla base della stessa teoria dei sei elementi strategici e si verificherà che la posizione del Bianco è vincente ricavando una linea strategica che porta alla promozione del Pedone Bianco, si può passare quindi all' approfondimento di esempi tratti da finali di Re e Pedoni.

Nicola