giovedì 1 marzo 2012

Mosse da uomo e mosse da computer (2)

Col mio amico Andrea, spesso ci si incontra, nel pomeriggio, per una partitella a tempi lunghi. Lo chiamiamo il torneo della cucina in quanto è sul tavolo della cucina che disponiamo scacchiera e pezzi e giochiamo sorseggiando solitamente un te accompagnato da qualche biscottino.

Siamo giocatori da circolo, categoria nazionale, per cui il nostro gioco è quello che è, ma voglio riportarvi la conclusione di una nostra partita in cui, udite udite, l’umano ha visto meglio del mitico Fritz.

Dopo 22... Dc6 23. Ae4 Dc7? (meno peggio era Dc8)
ci si trova nella posizione del diagramma

è qui che ho un lampo di genio e vedo una combinazione che mi sembra vincente: sacrifico l'Alfiere in h7, poi la qualità catturando il Cavallo in d7 con La Torre, così il Re e la Donna del Nero sono a portata del doppio di Cavallo che libera la strada alla mia Donna per arrivare in h5. Il Nero deve prendere il Cavallo, la mia Donna arriva in h5, scacco, ancora scacco sulla colonna g e poi exf6 blocca la via di fuga al Re Nero.. e non ce più niente da fare. Non mi sembra vero, che bello!

E così andò la partita, con mia grande soddisfazione e lo stupore di Andrea.

Analizzando poi la partita con Fritz11 mi aspettavo che anche il celebre motore vedesse la stessa serie di mosse e invece no.

Incredibile !! Fritz non la vede! Pur analizzando in profondità 6 varianti, per più di 5 minuti, non valuta la combinazione che ho trovato io e cioè: 24. Axh7+ Rxh7 25. Txd7 Dxd7 26. Cf6+ gxf6 27.Dh5+ Rg7 28. Dg4+ Rh8 29. exf6 Axf2+ 30. Axf2 (e non c'è più nulla da fare per impedire il matto!)

Fritz 11 consiglia invece un'altra soluzione ugualmente vincente ma molto più lunga e – se permettete - molto meno bella: e cioè: 24. Cf6+ gxf6 25. exf6 Dxg3 26. hxg3 Cxf6 27.Axb7 Cxb7 28. Df3 Cd5 29. Cxd5 exd5 30. Txd5 Tfb8 31. Df6 h6 32. Dxh6 Ae7 33.Td7 Ac5 34. Dg5+ il Bianco vince ma .. vuoi mettere! ;-)

potere seguire qui di seguito l’animazione delle varianti



e se volte verificare con Fritz, potete scaricare il pgn a questo link

In risposta all’articolo di Giulio su questo blog "Mosse da uomo e mosse da computer" non possiamo affermare che, in questo caso, umano batte computer, specialmente essendo l’umano in questione una modesta 2N, ma sicuramente dobbiamo ammettere che la soluzione trovata dall’umano questa volta è senza dubbio esteticamente più apprezzabile.. ;-) e che soprattutto non sempre ci si può fidare delle risposte immediate di Fritz.


Nicola

domenica 5 febbraio 2012

Attenti ai libri!

Lo scacchista che intenda migliorare il proprio livello di gioco non può esimersi dalla consultazione di testi specializzati: ne trarrà certamente beneficio, purchè non si limiti ad assorbirne pigramente il contenuto, ma lo vagli criticamente. Quando si commentano partite caratterizzate da complesse schermaglie tattiche è umano commettere imprecisioni, specie se non si controlla con un software, sempre utile per scovare errori e inattese possibilità combinative (si veda anche l'articolo qui sotto "Mosse da uomo e mosse da computer"). Sappiamo che di strafalcioni è infarcita una letteratura fortunatamente minoritaria, fatta di titoli roboanti e persino truculenti, quali "Come sconfiggere qualsiasi avversario in venti mosse" oppure "Come diventare un killer della scacchiera", generalmente dedicata ad aperture strampalate ribattezzate con i nomi più fantasiosi, i cui autori sono sempre prodighi di mosse efficaci per il colore 'giusto' e altrettanto avari per il colore 'sbagliato', quando non mettono insieme quattro partite corredate di note approssimative al solo scopo di ricavarne qualche soldo.

Lev Polugaevskij
Per tornare ad argomenti seri, le inesattezze non mancano neppure nei testi considerati classici. Il lettore probabilmente conoscerà
"Il labirinto siciliano", l'opera dello scomparso Grande Maestro russo Lev Polugaevskij dedicata alla sua apertura preferita: un libro che dovrebbero leggere tutti gli scacchisti, anche coloro che non giocano la difesa siciliana, per il rigore e la dovizia di esempi con cui sono trattati temi tattici e strategici, quali il vantaggio di sviluppo, l'attacco contro il Re al centro, gli attacchi contrapposti ad arrocchi eterogenei, la tecnica difensiva, lo sfruttamento delle case deboli, il legame tra l'apertura e il mediogioco e tra questo e il finale.
Una delle partite esemplari commentate da Polugaevskij (vol.I, pp.112-4 dell'edizione italiana) è la Nei-Darga, giocata a Beverwijk nel 1964, che vede trionfare lo spericolato attacco del Bianco contro il Re nero intrappolato al centro.

Non è il caso di commentare le singole mosse di questo avvincente incontro, in cui il conduttore dei pezzi bianchi precorre una variante della Najdorf oggi ben nota, in cui tuttavia l'Alfiere camposcuro del Bianco si porta nella casa g5 in posizione più attiva, mentre qui invece rimane in e3 dietro i propri pedoni. Vorrei solo far notare che alla 17.ma mossa, dopo una sequenza pressochè forzata, il Nero poteva optare, in luogo della cauta 17. ... Rc7, per la più incisiva 17. ... Ce4!


dopo 18...Ce4

che mette in discussione la correttezza dell'attacco.
Polugaevskij
liquida questa possibilità sostenendo che favorisce il Bianco dopo 18.Ab6+, come deve aver pensato anche il povero Darga. Ma è proprio così? Dopo 18.Ab6+, il gioco prosegue con 18. ... Dxb6 19.Cf7+ Rc8, con le seguenti diramazioni tutte vincenti per il Nero!:
1) 20.Dxe7? Txa2 e il Bianco non riesce a parare tutte le minacce sul suo Re: 21.Dxd7+ Rb8 22.b3 De3+ 23.Rb1 Cc3 matto (oppure 23.Td2 Ta1+ 24.Rb2 Dc3 matto).
2) 20.Cxh8?? Ag5+ 21.Rb1 Cc3+ 22.Ra1 Txa2 matto.
3) 20.Dxd7+ Rb8 21.a4! (l'unica: a 21.a3 seguirebbe 21. ... Txa3) Tc8 con posizione vincente per il Nero, a causa del vantaggio di materiale e dell'imminente attacco sul Re bianco.
4) 20.Dxb6 Cxb6 21.Cxh8 Cf2, con vantaggio di materiale per il Nero sufficiente a vincere.

Come si vede, 17. ... Ce4! sembra assicurare la vittoria al Nero, ma è difficile trovare il bandolo della matassa anche per un esperto Grande Maestro, tanto è vero che non vi sono riusciti i due che hanno giocato la partita e il terzo che l'ha commentata.
L'attacco condotto con il sacrificio di due figure era dunque scorretto? Direi di no, per due motivi. In primo luogo, la partita con l'avversario di fronte e con l'orologio al fianco differisce dall'analisi condotta nella quiete del proprio studio: una mossa teoricamente dubbia eseguita a tavolino può avere efficacia agonistica e psicologica, costringendo ad esempio a una difficile difesa chi è in ritardo di tempo.
Inoltre, secondo il programma Fritz 13, il Bianco ha quantomeno il mezzo punto garantito anche dopo 17. ... Ce4!, purchè giochi la semplice e buona 18.Cxb7+! con il seguito: 18. ...Dxb7 19.Txd7+! Dxd7 20.Td1 Cd6! 21.Db3 Re8 22.exd6 Axd6 23.Te1 Rd8 24.Td1 Re8 ( 24. ...Rc8?! 25.Dc4+ Dc7 26.De6+ con successiva cattura dell'Alfiere in d6, oppure 25. ...Rb8? 26.Txd6!) 25.Te1 Rd8, con ripetizione di mosse (inutile 25. ...Rf8 per via di 26.Tf1+).

in questo diagramma animato potete visualizzare tutta l'analisi

Possiamo dunque concludere che questa complessa linea della difesa siciliana, così come avviene nella sua gemella con l'Alfiere camposcuro del bianco in g5, conduce ad una posizione di parità, a meno che non vengano proposte nuove analisi.

Giulio Francalanci

LEONIS POLVGAEVSKIJ D.M.

potete godervi alcune partite commentate del Grande Maestro Lev Polugaevskij
a questo link


mercoledì 25 gennaio 2012

Bobby Fisher against the world

MARTEDI' 31 GENNAIO 20.30 TUTTI AL CINEMA ODEON
(Piazza Strozzi) Firenze - PRIMA NAZIONALE

E' uscito il 23 gennaio nelle sale cinematografiche italiane il film-documentario di Liz Garbus dedicato a Bobby Fischer.
Una raccolta di immagini e di testimonianze che vanno a scavare nella controversa vita dello scacchista che riportò in occidente il titolo di campione del mondo di scacchi dopo decenni di dominio sovietico.
Un aspetto centrale ha il match di Reykjavik, in Islanda, del 1972 contro Boris Spassky, un evento che travalicando i semplici aspetti scacchistici impose gli scacchi all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale come mai prima (e dopo).
Da non perdere...

domenica 22 gennaio 2012

Mosse da uomo e mosse da computer

Analizzare i capolavori scacchistici del passato con un software scacchistico riserva sempre delle sorprese e, a mio modesto parere, rivela analogie e differenze tra la mente umana e l'intelligenza artificiale.
Consideriamo ad esempio la brillante partita giocata nel 1969 nell'ex Unione Sovietica tra Ostapenko e Yartsev, un incontro deciso da un crescendo di sacrifici. Potete vedere la partita a questo link.
Non è mia intenzione commentare l'apertura invero assai complessa, ma semplicemente chiedermi se dopo la mossa 24 del Nero esistano continuazioni migliori per il Bianco, che ha un pesante svantaggio di materiale, per assicurarsi la vittoria.

fig.1 Situazione dopo 24.Axh7+ Rh8

La risposta sembrerebbe negativa, visto anche l'esito della partita, risolta comunque positivamente dal Bianco, eppure Fritz 11, dopo pochi secondi di riflessione, sfodera l'agghiacciante 25.a3!!

Una scelta apparentemente sorprendente, che tuttavia è il frutto di una logica adamantina. Proviamo a ricostruire il 'pensiero' del mostro elettronico (vedi fig. 1): "Bene, Txc2 non è una minaccia a causa del controscacco Axc2. Pensiamo a dare matto o a riprendere il materiale sacrificato con gli interessi, senza dare scacchi senza scopo come fanno gli umani (salvo poi pentirsene dopo): basta che io porti l'Alfiere in g5 e poi in f6 ed è fatta, poichè il mio avversario può solo collocare la sua Donna in d4 (non c'è tempo per Dxa2) e cambiarla per il mio Alfiere quando questo sarà in f6, tanto le sue Torri sono così scoordinate che fanno pena. Ehi,.. un momento! Dopo 25.Ag5 Dd4 26.Ae4+ Rg8 28.Af6 Dxf6 29.Dxf6, quel bel tipo mi gioca 29. ...bxa2!,

fig.2 dopo 29.Ag5 bxa

così, mentre sudo sette camicie per fermare il pedone, lui riporta in gioco le Torri. Mmmhh..., facciamo così: gioco 25.a3 e blocco il molestatore.


fig.3 La mossa di Fritz 11 : 25.a3

Al mio avversario, se non gli viene un ictus, non resterà altro che 25. ...Tc5 per impedirmi la manovra d'Alfiere; il gioco proseguirà con 26.Axc5 dxc5 27.Axe4+, Rg8 28. Dg5+ Rh8
29. De5+ Rg8 30. Axa8 +/-

fig.4 dopo : 30.Axa8

così sono in vantaggio di materiale e mantengo l'attacco. Sono davvero forte! Dunque, ricontrolliamo... Tutto a posto, via!!! 25.a3".

Nella partita del 1969, l'essere umano, Ostapenko, dopo aver sacrificato entrambe le Torri, si avventa sul Re avversario, anche se non ha intravisto con precisone l'esito dell'attacco, poichè sa che qualcosa di buono ne verrà, fidando nell'intuito e nell'esperienza agonistica. (vedi partita)
Inoltre, egli non è immune da ansia e nervosismo, specialmente in una partita del genere, in cui l'attaccante sa che, se si lascerà sfuggire l'occasione per il colpo del KO, perderà banalmente a causa dell'inferiorità del materiale: il pensiero rivolto esclusivamente all'aggressività porta così a trascurare una mossa profilattica come 25.a3. Al contrario, l'imperturbabile scacchista al silicio, dotato indubbiamente di capacità euristiche più ampie, si concede con nonchalance un tratto di consolidamento pur con un paio di pezzi in meno e nel bel mezzo di opposti attacchi contro gli arrocchi eterogenei, in una sintesi ottimale di motivi tattici e strategici. Le mosse giocate dal Bianco in partita, con la conseguente peregrinazione del Re nero, suscitano tanta ammirazione in noi: l'austero professor Fritz le ritiene corrette, ma pur sempre una 'seconda linea'.
Macchina batte uomo dunque? Non è detta l'ultima parola: mi riprometto di tornare sull'argomento con degli esempi che attestano una superiore creatività e comprensione posizionale propria delle "nate a vaneggiar menti mortali".

Giulio Francalanci.

lunedì 16 gennaio 2012

sessantaquattro

segnaliamo volentieri ai nostri lettori la nuova iniziativa del blog scacchistico http://scacchiblog.blogspot.com : la rivista trimestrale "sessantaquattro".


Uno spazio per parlare di scacchi a 360° andando a spigolare in tutti gli ambiti: dalla letteratura alla scienza, dall'arte alla tecnica, e così via. Un'opportunità di divulgazione offerta a tutti coloro che vorranno collaborare e che invieranno i loro contenuti per la pubblicazione.
CLICCA QUI per scaricare il numero 1
puoi seguire "sessantaquattro" su www.monrealescacchi.it

A noi di Firenze scacchi la rivista è sembrata molto interessate e abbiamo deciso, pensando di fare cosa gradita anche agli autori, di “rubarne” un articolo e pubblicarlo qui di seguito:

gli scacchi ed il telegrafo

Samuel Morse
Nel maggio del 1844 Samuel Morse riuscì ad ottenere il brevetto per il suo telegrafo elettrico e, soprattutto, ad avere l’appoggio del governo statunitense per la diffusione e l’impiego di questo nuovo mezzo di comunicazione. Gli scacchisti non tardarono ad adottare questa nuova forma di trasmissione delle notizie per organizzare partite a distanza. Riguardo alla data della prima partita giocata per telegrafo c’è una controversia che coinvolge lo stesso Morse, il quale in una lettera indirizzata all’amico Louis McLane, scrive: «Quando ho parlato delle partite di scacchi giocate tra Baltimora e Washington per mezzo del mio telegrafo, la risposta unanime è stata: “Oh, ah, si, noi abbiamo fatto questo esperimento qualche tempo fa”.

Dopo pochi giorni che questa conversazione avvenne vidi annunciato con grande enfasi, su un giornale, di una partita giocata in Inghilterra come un segnale di una nuova era nel mondo degli scacchi. Ma la data indicata è quella di mercoledì e giovedì 9 e 10 aprile 1845, mentre la data della nostra prima partita di scacchi è il 5 dicembre 1844».
Secondo David Hooper e Ken Whyld (The Oxford companion to chess) la prima partita per telegrafo fu invece giocata proprio nel 1844 tra gli scacchisti di Washington e Baltimora utilizzando la prima linea telegrafica entrata in funzione.
A partire dai primi mesi del 1845 si hanno molte notizie di partite giocate per telegrafo: una squadra composta da Walker, Evans, Tuckett, Buckle e Perigal sconfisse l’accoppiata Staunton e Kennedy; lo stesso Stauton, secondo quanto riferisce la rivista Der Humorist (17 aprile 1845) giocò una partita da Londra contro Matthew B. Wood a Southhampton.
Il telegrafo ha un ruolo importante anche nella storia di una delle partite più note di ogni tempo,

la Partita Immortale giocata tra Anderssen e Kieseritzky a Londra nel 1851. I due giocatori si trovavano nella capitale inglese per partecipare al torneo internazionale indetto in quella città, tuttavia la famosa partita non fu giocata nel torneo, si trattò di una “semplice” amichevole disputata in occasione di un incontro conviviale presso il ristorante londinese Simpson's in the Strand.
Lo sconfitto Kieseritzky fu talmente colpito dalla bellezza della combinazione di matto attuata da Anderssen (che per la cronaca poi vinse il torneo internazionale) da volerla subito trasmette via telegrafo al proprio circolo scacchistico a Parigi. Successivamente lo stesso Kieseritzky la pubblicò sulla rivista La Régence (luglio 1851), di cui era editore e redattore. La denominazione di Partita Immortale si deve invece all’austriaco Ernst Falkbeer, proprio quello del famoso controgambetto, che così la definì nel 1855.

articolo è tratto dal n°1 Anno 1 di Sessantaquattro - 15 gennaio 2012

Chiunque voglia iniziare a far parte della rete informativa di “sessantaquattro” non ha che da inviare una mail a: bollettinosessantaquattro@hotmail.it
Auguri da Firenze scacchi per questa bella iniziativa